giovedì 11 aprile 2024

Biografia di Bernardino di Betto - Pinturicchio

 Bernardino di Betto - Pinturicchio


Bernardino di Betto detto Pinturicchio, nasce a Perugia nel 1454 nel quartiere di Porta Sant'Angelo, erede di una tradizione pittorica e miniaturistica di rilievo, che ha i suoi precedenti cittadini in Bartolomeo Caporali, Fiorenzo di Lorenzo e Benedetto Bonfigli.

Viene chiamato "Pinturicchio" probabilmente a causa della statura minuta. Allievo del Perugino, Pinturicchio, nella fase iniziale della sua carriera segue il maestro a Roma dove riscuote uno straordinario successo. I due lavorano insieme alla decorazione della Cappella Sistina in Vaticano (l’imponente lavoro vede al loro fianco artisti quali Luca Signorelli, Sandro Botticelli, Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio e Cosimo Roselli).

Gli interventi del Pinturicchio riguardano i riquadri con “Il viaggio di Mosè” e con il "Battesimo di Cristo". A Roma venne in contatto con la pittura del Ghirlandaio e del Botticelli cosa che contribuì alla formazione del suo stile personale. La qualità pittorica dei lavori di Pinturicchio non passa inosservata: gli vengono commissionati gli affreschi con le “Storie di San Bernardino” (1486) per la cappella Bufalini nella chiesa dell’Aracoeli a Roma.

Tra il 1492 e il 1495 il Pinturicchio dipinse l'appartamento di Alessandro VI Borgia in Vaticano, utilizzando ornamentazioni a motivi fantastici, le cosiddette grottesche, cosa che gli valse il biasimo di Giorgio Vasari nelle “Vite”: “…Usò molto Bernardino di fare alle sue pitture ornamenti di rilievi messi d’oro, per soddisfare alle persone che poco di quell’arte intendevano, acciò avessono maggior lustro e veduta, il che è cosa goffissima nella pittura…”.

Tra gli affreschi dell’appartamento Borgia ricordiamo la "Disputa di Santa Caterina", che rappresenta la santa davanti al capitolo generale domenicano di Firenze, e "Susanna tra i vecchioni" che riprende il racconto biblico della giovane sorpresa da due anziani mentre faceva il bagno.
Dopo la “Pala di Santa Maria dei Fossi” (1495) e la cappella Eroli nel Duomo di Spoleto con la “Madonna col Bambino, il "Battista e Santo Stefano”, nel 1501 Pinturicchio realizza un’altra delle sue opere migliori la “cappella bella” (cappella Baglioni) in Santa Maria Maggiore a Spello.
La libreria Piccolomini a Siena, del 1502, è l’opera considerata il suo capolavoro assoluto: potente cromatismo, gusto del particolare, grande attenzione all’aspetto decorativo, caratterizzano l’intervento di Pinturicchio nella biblioteca fatta edificare nel 1495 dal cardinale Todeschini Piccolomini in onore di Enea Silvio Piccolomini, poi papa Pio II. Tra finte arcate in prospettiva, si inquadrano le scene fastose della vita del Papa, della quale si ricordano le scene che rappresentano: “Enea Silvio Piccolomini parte per il Concilio di Basilea” (1505), "Enea Piccolomini incoronato papa" (1502-1508) “L’incontro fra Federico III ed Eleonora d’Aragona” (1502-1509).

Pinturicchio lascia una traccia di sé accanto alle opere d'arte del Caravaggio (“La conversione di San Paolo” e la “Crocefissione di San Pietro”) nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, dove dipinge gli stupendi affreschi nella volta: “Incoronazione di Maria”, “Evangelisti, sibille e dottori della Chiesa” databili tra il 1508 e il 1510.
Sempre a Roma il Pinturicchio lavora a palazzo dei Penitenzieri, così chiamato per via dei confessori, con particolari facoltà di assoluzione, che vi risiedevano, dove dipinge figure mitologiche nel soffitto a lacunari del salone principale.
Bernardino Pinturicchio spicca come uno degli artefici della grande stagione rinascimentale di riscoperta della classicità: in effetti sarà tra coloro che si avventureranno nel sottosuolo romano, copiando gli affreschi della Domus Aurea, dando inizio al gusto del revival archeologico e contribuendo alla diffusione delle grottesche.
Il pittore Bernardino di Betto, muore a Siena nel 1513



mercoledì 3 aprile 2024

Appartamento Borgia - Pinturicchio - Musei Vaticani

  Appartamento Borgia

Pinturicchio

Musei Vaticani


Sala delle Sibille


La prima Sala in cui ci si imbatte è quella delle Sibille, in cui le dodici figure – rappresentate a tre quarti di busto insieme con altrettanti profeti – sono dipinte nelle lunette del soffitto . Sibille e profeti stringono in mano un cartiglio svolazzante nel quale è riportata una profezia preannunciante la venuta di Cristo. Ciascuna lunetta è sormontata da un tondo, otto dei quali raffigurano scene di sacrifici pagani, e quattro simboli araldici della famiglia Borgia. Lunetta e tondo sono a loro volta contenuti in una vela: nello spazio tra due vele si trovano ottagoni con immagini dei pianeti e di Ermete Trismegisto (simbolo dell’astrologia).

Sala del Credo


Legata iconograficamente e concettualmente alla Sala delle Sibille, si susseguono profeti e apostoli anch’essi con cartigli in cui sono trascritti gli articoli del Credo. Anche l’esecuzione degli affreschi di questa sala è riconducibile all’attività di un allievo del Pinturicchio.

Sala delle Arti Liberali

Probabilmente era lo studio del papa, prende nome dalla divisione dell’insegnamento superiore medievale in arti dette del Trivio (Grammatica, Retorica e Dialettica) e del Quadrivio ( Musica, Astronomia, Geometria e Aritmetica) tutte qui rappresentate da figure femminili. La Fede si può infatti acquisire anche attraverso lo studio delle Arti Liberali.

Sala dei Santi


Il dono della fede può essere ottenuto anche grazie all’esercizio delle virtù, questo è il tema della sala perseguito attraverso la rappresentazione di storie di santi o mitologiche. Gli affreschi sono eseguiti da Pinturicchio, celebre è la Disputa di Santa Caterina d’Alessandria che rievoca l’episodio in cui la santa fu costretta a confrontarsi con i sapienti dall’imperatore Massimino. Molto noti sono anche le scene con Il Martirio di San Sebastiano e Susanna e i Vecchioni .

Sala dei Misteri


In questa sala si possono contemplare i principali misteri della vita di Cristo e della Vergine, la salvezza si raggiunge infatti anche grazie alla contemplazione dei Misteri della Fede. I vari profeti introducono i temi dell’Annunciazione, della Natività, dell’Adorazione dei Magi. L’affresco qualitativamente di maggior spessore è quello con la raffigurazione della Resurrezione introdotta dal versetto di Sofonia “Expectate in die Resurrectionis meae” .Seguono l’Ascensione, la Discesa dello Spirito Santo e l’Assunzione della Vergine.


Storie di San Bernardino - Cappella Bufalini - Bernardino di Betto - Pinturicchio - Basilica di Santa Maria in Aracoeli

  Storie di San Bernardino - Cappella Bufalini

Bernardino di Betto - Pinturicchio

Basilica di Santa Maria in Aracoeli


Nel 1486 il Pinturicchio eseguì gli affreschi con Storie di S. Bernardino che decorano la cappella Bufalini in S. Maria in Ara Coeli. Tali affreschi erano stati commissionati al pittore dall’avvocato Niccolò di Manno Bufalini per ricordare la rappacificazione avvenuta tra la sua famiglia e i Baglioni di Perugia, per merito di s. Bernardino.

Nella parete centrale si trova l’affresco raffigurante la Gloria di san Bernardino, con il Santo poggiato su una roccia e ai lati i santi Ludovico Di Tolosa e Sant’Antonio di Padova, mentre al di sopra dello stesso due angeli gli porgono una corona sul capo. 

Nella parte superiore è raffigurato, all’interno di una mandorla, il Cristo benedicente circondato da angeli e musicanti, mentre sullo sfondo si intravede la campagna umbra. 

Sulla parete destra sono presenti affreschi con scena della vita di san Bernardino da Siena e sulla parete sinistra si trova l’affresco raffigurante i Funerali di san Bernardino con il santo disteso su una bara circondato da persone comune di qualsiasi estrazione sociale, in specie persone che hanno avuto una guarigione, e un personaggio riccamente abbigliato che viene indicato come un membro della famiglia Bufalini, tutti intenti a venerare la salma.
In prospettiva si scorge una serie di portici ordinati in un elegante complesso architettonico e nella parte alta compare la figura del santo mentre viene trasportata in cielo dagli angeli.

Infine nella volta, divisa in spicchi, sono raffigurati i quattro Evangelisti, racchiusi all’interno di mandorle dorate.


Cappella Basso Della Rovere - Pinturicchio - Basilica di Santa Maria del Popolo

 Cappella Basso Della Rovere

Pinturicchio

Basilica di Santa Maria del Popolo


La cappella Basso Della Rovere si trova nella navata destra della basilica di Santa Maria del Popolo a Roma. Si tratta della terza partendo dalla controfacciata. Rispetto alla vicina Cappella del Presepio, sempre di Pinturicchio, la Cappella Basso Della Rovere presenta un maggiore impegno decorativo. 

La Cappella è stata edificata su commissione del Cardinale Girolamo Basso Della Rovere, nipote del Papa Sisto IV, ed è dedicata a Sant’Agostino. I lavori architettonici vengono affidati ad Andrea Bregno mentre le decorazioni pittoriche vengono realizzati intorno al 1484 dal Pinturicchio e dalla sua bottega.

Sull’altare centrale, conserva una preziosa balaustra marmorea con l’affresco raffigurante la “Madonna in trono col Bambino tra i santi Agostino, Francesco, Antonio da Padova e un santo monaco” realizzato dal Pinturicchio e dalla sua bottega.

Sulla parete sinistra si trova l’affresco l’ “Assunzione della Vergine“, databile intorno al 1489-1491, opera dei collaboratori della bottega del Pinturicchio.
 
Le lunette della volta conservano una serie di affreschi, Storie della Vergine Maria, in particolare la Nascita della Vergine, la Presentazione, l’ Annunciazione, lo Sposalizio e la Visitazione (1489 – 1491) attribuiti alla bottega del Pinturicchio.

 

Cappella del Presepio - Pinturicchio - Basilica di Santa Maria del Popolo

  Cappella del Presepio

Pinturicchio

Basilica di Santa Maria del Popolo


La Cappella del Presepio viene realizzata da Andrea Bregno su commissione del Cardinale Domenico Della Rovere, mentre le decorazioni pittoriche vengono eseguite dal Pinturicchio e dalla sua bottega tra il 1488 e il 1490, nello stesso periodo degli affreschi eseguiti presso il Palazzo dei Penitenzieri o Palazzo Della Rovere, anch’esso di proprietà del Cardinale. 

Nella Basilica di Santa Maria del Popolo oltre alla Cappella del Presepio il Pinturicchio affresca tra il 1484 e il 1492 anche la Cappella Basso Della Rovere fatta erigere dal vescovo Girolamo Basso Della Rovere. Collocata lungo la navata di destra della Basilica di Santa Maria del Popolo, la Cappella del Presepio o Della Rovere si presenta a pianta esagonale, ed è dedicata alla beata Vergine Maria e a San Girolamo.

L’Adorazione del Bambino con san Girolamo si trova al di sopra dell’altare come una finta pala su tavola opera autografa di Pinturicchio, di grande finezza esecutiva. Davanti alla capanna della Natività si trovano la Sacra famiglia, san Girolamo e i pastori in adorazione del Bambino, adagiato in basso al centro su una fascina di grano, richiamo al pane dell’eucaristia. A destra si vedono il bue e l’asinello chiusi da un recinto di rametti intrecciati, mentre Giuseppe è rappresentato nel tipico atteggiamento dormiente, che richiama il suo ruolo di mero sorvegliante di Maria e del Bambino, senza partecipazione attiva nella generazione.


Crocifisso tra i santi Girolamo e Cristoforo - Pinturicchio - Galleria Borghese

 Crocifisso tra i santi Girolamo e Cristoforo

Pinturicchio

Galleria Borghese


Il Crocifisso tra i santi Girolamo e Cristoforo, conservato presso la Galleria Borghese di Roma, è una delle prime opere del grande maestro del Rinascimento umbro, Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, anche se non conosciamo l'effettiva data di realizzazione: per alcuni potrebbe essere stato realizzato attorno al 1475, per altri qualche anno prima e per altri ancora qualche anno dopo, in ogni caso non dopo il 1480.


San Girolamo è raffigurato nell'atto di percuotersi il petto con una pietra in segno di penitenza, mentre san Cristoforo reca in mano la palma del martirio e sulle spalle porta Gesù Bambino: secondo una leggenda, il santo avrebbe infatti aiutato un bambino ad attraversare un fiume portandolo sulle sue spalle. Il bambino si sarebbe rivelato poi, una volta arrivati sulla riva opposta del fiume, come Gesù, e avrebbe profetizzato a Cristoforo il proprio martirio. Da notare peraltro come lo stesso nome "Cristoforo" in greco significhi "portatore di Cristo". Questo tipo di iconografia è piuttosto diffusa, soprattutto in dipinti legati a viaggi o pellegrinaggi. Il tutto sullo sfondo di un paesaggio che mostra reminescenze fiamminghe.


Data la vicinanza all'arte di Perugino (e non poteva essere altrimenti, dato che il Pinturicchio da ragazzo fu collaboratore del Perugino), l'opera fu in passato assegnata anche al collega del Pinturicchio, prima che fosse formulata la sua attuale attribuzione a Bernardino di Betto.

 

Biografia di Bernardino di Betto - Pinturicchio

 Bernardino di Betto - Pinturicchio Bernardino di Betto detto Pinturicchio, nasce a Perugia nel 1454 nel quartiere di Porta Sant'Angelo,...